la notte degli archivi
La Bari che non c’è: il sogno della Belle Époque
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venerdì 05 giugno ore 18:30
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Archivio di Stato di Bari, Cittadella della Cultura - via Pietro Oreste 45, 70123, Bari
Tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, Bari si avviava a diventare uno dei più importanti centri dell’Adriatico con funzioni di snodo commerciale rispetto alle altre città meridionali, vivendo una fase di intensa trasformazione urbanistica che segna il passaggio da città portuale di impianto medievale a centro moderno in rapida espansione.
La crescita economica, favorita dal commercio marittimo e dall’arrivo della ferrovia, contribuì a trasformare profondamente il volto della città. La Bari “industriosa” diede lustro all’intera economia cittadina ed ebbe riflessi determinanti anche sulla sua crescita urbana; divenne nota oltre confine con gli appellativi di ville prodige per i francesi e die Wunderstadt per i tedeschi, a indicare una vera e propria “città miracolo”, terreno fertile per affari e industrie.
Questo dinamismo si tradusse in una rapida espansione urbanistica: l’Amministrazione comunale si adoperò per adeguare le infrastrutture alla rapida crescita e, nel giro di pochi anni, furono elaborati diversi piani regolatori per disciplinare lo sviluppo edilizio secondo criteri ben definiti. Intanto si tracciavano nuovi assi viari regolari, si ampliavano piazze e si costruivano edifici pubblici, mentre il lungomare iniziava a configurarsi come spazio rappresentativo. Sorsero teatri, caffè, circoli e residenze borghesi in stile eclettico e liberty, espressione di una città sempre più moderna, nella quale divenne fondamentale dedicare spazi allo svago e al tempo libero.
A testimonianza del fervore progettuale che caratterizzò Bari anche negli anni della Belle Époque, numerosi interventi di edifici pubblici, residenze e giardini urbani furono ideati ma non giunsero a realizzazione. Di questi progetti, spesso ambiziosi e innovativi, si conserva oggi il ricordo nelle carte dell’Archivio storico del Comune di Bari, che restituiscono l’immagine di una città “che non c’è”, all’epoca proiettata verso un futuro ancora più moderno e ambizioso. Disegni, schizzi, bozze, planimetrie rivelano l’intenzione di ampliare gli spazi verdi protesi verso il mare e qualificare ulteriormente il tessuto urbano, a conferma di una visione urbanistica attenta non solo alla crescita economica, ma anche alla qualità della vita e al decoro cittadino.