racconti
La ragazza della scuola serale
I racconti che state per leggere sono stati scritti dagli alunni della 2B dell’I.C. 41 Console del plesso Fornari. In questo plesso è conservato l’archivio storico della scuola Vito Fornari, precedentemente denominata “Scuola di Bagnoli”, nata dalla scuola di Fuorigrotta “Giacomo Leopardi”.
La storia di questa scuola è figlia dell’Italsider, la fabbrica che ha influenzato la vita del quartiere di Bagnoli.
I racconti sono nati dalla lettura di una delle serie di cui è costituito l’archivio, perché la Vito Fornari aveva costituito una sezione serale frequentata proprio dagli operai dell’Italsider, che aveva sede nei locali della fabbrica. Ma non solo: vi era anche una sezione serale presso i locali della Vito Fornari, frequentata da coloro che non avevano potuto conseguire la licenza elementare e che sognavano un futuro migliore.
È un privilegio per dei giovani studenti poter accedere alle fonti dirette del proprio territorio e ciò è possibile grazie alla conservazione di questi documenti che, grazie a questi giovani studenti, verranno valorizzati e conosciuti da chi li leggerà.
Attraverso questi racconti i giovani scrittori hanno potuto riflettere sul valore della scuola, del lavoro e della dignità di coloro che, attraverso lo studio, speravano in un futuro migliore.
È commovente leggere il loro attaccamento al territorio: fa ben sperare che, attraverso la loro sensibilità, sapranno averne cura e preservarlo, imparando dalle storie di chi li ha preceduti.
In fondo, questo è il più grande regalo che la storia e l’archivistica sanno fare a chi le studia.
La ragazza della scuola serale
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Ciao, sono Antonio e oggi vi racconto una storia molto strana che supera i confini della normalità. Detto questo, iniziamo con la storia!
Era l’ora di religione. Mi ero addormentato, come faccio di solito, anche perché non è molto interessante quello che racconta.
Detto ciò, mi ero svegliato ma era come se fossi tornato nel passato. La scuola era diversa, i modi di parlare anche. Notai che era sera.
Volevo un attimo esplorare la scuola ma, a una certa, sentii le urla di un professore:
— Deve leggere, idiota!
Pensavo che si rivolgesse a me ma invece era rivolto a un signore strano che non riusciva a parlare. Visto che era obbligato, lesse la riga del piccolo libro che aveva:
«Non riusciamo a vederlo ed è arrivato».
Da lì capii che mi trovavo nel passato, anzi ancora meglio: nella scuola serale.
Andai a fare un giro per la scuola e, visto che volevo capire dove mi trovassi, assunsi il ruolo di esploratore e iniziai a girare per i corridoi, osservando le aule, i banchi e le persone che studiavano dopo il lavoro.
Mi venivano sempre di più i brividi per il fatto che ero bloccato nel passato senza nessuna uscita e che nessuno mi vedesse perché sì, ero l’unico che vedeva gli altri ma gli altri non vedevano me!
Era come un incubo. Volevo sempre di più uscire finché, a una certa…
Caddi addosso a una signora e mi venne un po’ di inquietudine visto che nessuno poteva vedermi o sentirmi ma invece lei, questa signora, poteva.
Era come il mio spirito guida in questa specie di “sogno” a occhi aperti e, visto che mi ritrovai con lei, le feci alcune domande: che si fa alla scuola serale, come mai lei ci andava, cosa avrebbe voluto fare come lavoro e come si chiamava.
Mi rispose subito raccontandomi la sua storia:
— Ciao, sono Maria Del Greco. Vengo alla scuola per avere il diploma superiore alle elementari.
Poverina, non sapeva neanche che era per la prima media, ma queste cose a quell’epoca erano difficili da ricordare. Comunque continuiamo con la sua storia.
Era una ragazza che voleva studiare per avere soldi senza farli spendere al padre, poiché voleva il corredino fatto da lui e anche perché desiderava un lavoro alle Terme di Agnano con il suo fidanzato e avere una sua attività.
Ma, poiché non sapeva fare granché, era andata alla scuola serale per essere più istruita.
Da lì ho capito che andare a scuola non è una cosa pesante o noiosa, anzi è un dono, perché all’epoca andare a scuola era difficile e anche troppo costoso, quindi ero rimasto un po’ paralizzato al primo impatto.
Poi, a una certa, Maria mi disse:
— Pensa sempre a ciò che vuoi fare nella vita perché le cose che pensi sono sempre importanti, ricorda. Ora ti stai per svegliare quindi vai, è stato un piacere. Arrivederci.
E mi svegliai nell’ora di religione come se non fosse successo nulla.
Beh, questa storia era per farvi capire quante persone non erano in grado di fare le cose più semplici, come contare. Invece noi sappiamo fare cose anche più difficili.
Detto questo, spero che la storia vi sia piaciuta e che vi lasci un segno molto importante nel cuore.