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racconti

L’amore e il futuro

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Autore: Giulia Pia Cantini
Scuola/Classe: 2B scuola secondaria di I grado IC 41 Console - Plesso Fornari

I racconti che state per leggere sono stati scritti dagli alunni della 2B dell’I.C. 41 Console del plesso Fornari. In questo plesso è conservato l’archivio storico della scuola Vito Fornari, precedentemente denominata “Scuola di Bagnoli”, nata dalla scuola di Fuorigrotta “Giacomo Leopardi”.

La storia di questa scuola è figlia dell’Italsider, la fabbrica che ha influenzato la vita del quartiere di Bagnoli.

I racconti sono nati dalla lettura di una delle serie di cui è costituito l’archivio, perché la Vito Fornari aveva costituito una sezione serale frequentata proprio dagli operai dell’Italsider, che aveva sede nei locali della fabbrica. Ma non solo: vi era anche una sezione serale presso i locali della Vito Fornari, frequentata da coloro che non avevano potuto conseguire la licenza elementare e che sognavano un futuro migliore.

È un privilegio per dei giovani studenti poter accedere alle fonti dirette del proprio territorio e ciò è possibile grazie alla conservazione di questi documenti che, grazie a questi giovani studenti, verranno valorizzati e conosciuti da chi li leggerà.

Attraverso questi racconti i giovani scrittori hanno potuto riflettere sul valore della scuola, del lavoro e della dignità di coloro che, attraverso lo studio, speravano in un futuro migliore.

È commovente leggere il loro attaccamento al territorio: fa ben sperare che, attraverso la loro sensibilità, sapranno averne cura e preservarlo, imparando dalle storie di chi li ha preceduti.

In fondo, questo è il più grande regalo che la storia e l’archivistica sanno fare a chi le studia.

L’amore e il futuro

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Un giorno mi annoiavo e uscii da sola per liberare la mente. Andai in spiaggia di tarda notte, mi sedetti sulla riva e fissai il cielo stellato notturno. Passarono minuti… poi ore e mi addormentai del tutto.

Mi risvegliai dopo molto, ma qualcosa cambiò… la spiaggia era quella… ed anche il mare era lo stesso… solo più inquinato. Mi alzai e mi guardai attorno… vidi un’enorme fabbrica.

«Ma come ci sono finita io qui? Non ricordo nulla…» pensai.

Poco lontano vidi una ragazza vestita da esploratrice. Guardava verso la fabbrica e disse sottovoce: «Non riesce a vederlo, ed è arrivato». Non capii a chi si riferisse e continuai a camminare.

Poi vidi un uomo… era così… affascinante? Ma che sto dicendo! Ugh… andiamo a chiedergli qualcosa… magari ne sa più di me, giusto?

Mi avvicinai a lui e chiesi:

«Scusi… sa dove mi trovo?»

Mi guardò con aria curiosa e dopo brevi secondi mi rispose:

«Alla fabbrica dell’Italsider a Bagnoli, perché? Come ci sei arrivata qui? Sei tutta bagnata».

Mi chiese confuso ma con tono gentile.

«Oh… non so nemmeno io come ci sia arrivata… non ricordo nulla…»

L’uomo annuì e decise di portarmi con lui.

Entrammo nella sua auto e durante il tragitto mi raccontò di più sulla fabbrica. Era la fabbrica che offriva più lavoro di tutte. Lì si lavorava tantissimo, infatti un sacco di persone si trasferirono nelle vicinanze per lavorarci. Anche se aveva lati positivi, cioè l’abbondanza di lavoratori, aveva anche il problema dell’inquinamento. Infatti dopo molto tempo aveva chiuso per la troppa concorrenza dall’estero.

Passarono gli anni, oramai eravamo sposati. Da questa nostra storia nacquero i nostri figli che diventarono dei grandi imprenditori e, per continuare la storia di Bagnoli e dell’Italsider, aprirono la Città della Scienza, dove poter dare un futuro lavorativo ai figli delle persone che una volta lavoravano nell’Italsider.