racconti
Il racconto di Pasquale Costa
I racconti che state per leggere sono stati scritti dagli alunni della 2B dell’I.C. 41 Console del plesso Fornari. In questo plesso è conservato l’archivio storico della scuola Vito Fornari, precedentemente denominata “Scuola di Bagnoli”, nata dalla scuola di Fuorigrotta “Giacomo Leopardi”.
La storia di questa scuola è figlia dell’Italsider, la fabbrica che ha influenzato la vita del quartiere di Bagnoli.
I racconti sono nati dalla lettura di una delle serie di cui è costituito l’archivio, perché la Vito Fornari aveva costituito una sezione serale frequentata proprio dagli operai dell’Italsider, che aveva sede nei locali della fabbrica. Ma non solo: vi era anche una sezione serale presso i locali della Vito Fornari, frequentata da coloro che non avevano potuto conseguire la licenza elementare e che sognavano un futuro migliore.
È un privilegio per dei giovani studenti poter accedere alle fonti dirette del proprio territorio e ciò è possibile grazie alla conservazione di questi documenti che, grazie a questi giovani studenti, verranno valorizzati e conosciuti da chi li leggerà.
Attraverso questi racconti i giovani scrittori hanno potuto riflettere sul valore della scuola, del lavoro e della dignità di coloro che, attraverso lo studio, speravano in un futuro migliore.
È commovente leggere il loro attaccamento al territorio: fa ben sperare che, attraverso la loro sensibilità, sapranno averne cura e preservarlo, imparando dalle storie di chi li ha preceduti.
In fondo, questo è il più grande regalo che la storia e l’archivistica sanno fare a chi le studia.
Il racconto di Pasquale Costa
-----
Ero a una festa di un mio amico. Quando mangiai la torta mi sentii molto strana. Dopo poco mi ritrovai nel 1910 e iniziai a camminare verso una panchina della Bagnoli antica.
Si avvicinò un signore dall’aria strana. Quando lo vidi mi preoccupai e iniziai a correre velocissimo. Lui mi inseguì ma, poco dopo, mi prese per il braccio e mi disse: «Sono un ex lavoratore dell’Italsider, non scappare, non ti faccio niente».
Mi fermai e gli feci qualche domanda, come: «Che lavoro facevi?».
«Ero un aiuto caldaio che lavorava in manutenzione da circa 15 anni».
«Ti piaceva il tuo lavoro?».
«Sì, ero molto orgoglioso di stare in manutenzione».
«Vogliamo andare a visitare la Bagnoli antica?».
«Sì. Come prima cosa andiamo a visitare l’Italsider».
Pasquale Costa (era il suo nome) mi portò nel suo reparto di manutenzione. Si sentiva puzza di fumo e c’era così tanta polvere che non si poteva respirare.
Mentre camminavamo tra i reparti dell’Italsider incontrammo un esploratore con uno zaino sulle spalle che osservava tutto con attenzione. A un certo punto guardò in lontananza e disse: «Non riesce a vederlo, ed è arrivato». Io mi guardai intorno ma non capii a chi si riferisse.
Poi Pasquale mi portò dai suoi tre amici: Luca Imparato, Gaetano Gentile e Filippo Fortuna. Si presentarono e mi raccontarono le loro vite.
Quella di Luca era triste e infelice, quella di Gaetano era bella e significativa e quella di Filippo era felice ma, in alcuni casi, triste.
Poi uscimmo e ci salutammo. Dopo pochi secondi mi sentii strana, di nuovo, e scoprii che era stato tutto un sogno.