racconti
La Sezione che non c’è
L’Archivio Centrale Giovane Montagna conserva le tracce di Sezioni dell’associazione che, pur essendo state in qualche modo progettate, non sono poi state costituite.
È il caso di Sanremo come raccontano alcuni documenti della fine degli anni Trenta del XX secolo.
CREDITS
Archivio Centrale Giovane Montagna
Annuario generale d'Italia guida generale del Regno, 1935
L’Alpino, agosto-settembre 1967
https://www.vecio.it/cms/eroi/i-cappellani
AA. VV., Camminare insieme nella luce: cento anni della nostra storia: 1914-2014, Giovane Montagna, 2014, pagina 85
La Sezione che non c’è
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Una lettera del primo marzo 1939, diretta al Presidente Centrale della Giovane Montagna Natale Reviglio e firmata da Ettore Bruni, di professione assicuratore e presidente della Gioventù di Azione Cattolica a Sanremo, racconta chiaramente l’intenzione di costituire nell’estremo ponente ligure una Sezione dell’associazione alpinistica.
Pregiatissimo Signor Presidente,
a San Remo siamo un gruppo di giovani amanti della montagna e che già la praticano.
Però le sezioni locali delle società alpinistiche non soddisfano appieno i nostri desideri (e perciò solo alcuni ne siamo soci) perché partecipando all’attività loro non si può assolvere ai propri doveri religiosi.
Conoscendo di nome la Vostra organizzazione siamo venuti nella decisione di costituire, se possibile, una Sottosezione della “Giovane Montagna” nella nostra città.
Siamo certi che si avvierebbe subito a vita religiosa, incontrando molte simpatie ed avendo possibilità di esplicare attività nelle nostre Liguri e sulle Marittime.
A Genova, dove un nostro giovane si è recato alla Vostra Sezione, ci hanno consigliato di rivolgerci a Voi.
Sono a pregarVi di voler cortesemente darci le informazioni del caso e possibilmente inviarci una copia dello statuto con qualche pubblicazione della “Giovane Montagna”.
Certi di una Vostra cortese e fraterna accoglienza, in attesa distintamente saluto.
In un’altra lettera dello stesso Ettore, datata 13 aprile 1939, alcune parole presentano intenso entusiasmo: Ho ricevuto il numero del XXV° della Giovane Montagna che per il suo contenuto e lo spirito che lo anima ha maggiormente ravvivato l’interesse mio e degli amici per la bella organizzazione.
Qualche giorno dopo il Segretario Centrale propone all’interessato di contattare Angelo Costaguta, il Presidente della Giovane Montagna genovese, in attesa di un incontro di persona. Il giovane sanremese scrive quindi a Costaguta sperando in una cordiale e fraterna accoglienza.
Genova risponde con viva soddisfazione e con interesse alla prospettiva di un’altra Sezione Giovane Montagna in Liguria. In attesa di un auspicato incontro in presenza, continua il carteggio in cui compare anche il nome di Don Pierino Alberto (all’epoca venticinquenne viceparroco ad Imperia-Oneglia, in seguito cappellano militare pluridecorato), intorno al quale gravita un gruppo che ha aspirazioni conformi alla Giovane Montagna.
Il 22 maggio 1939 Angelo Costaguta invia a Sanremo una lettera con il programma di un accantonamento estivo ad Entrèves, prospettando un incontro a Genova. Questa missiva è l’ultima traccia archivistica di un progetto, iniziato sotto i migliori auspici e mai realizzato.