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la notte degli archivi

JEDDAH: The Bride of the Red Sea Letture ed estratti da fonti consolari, supportate dalla proiezione di immagini.

QUANDO

venerdì 05 giugno ore 18:10

TIPOLOGIA

Lettura con proiezione di immagini

PRESSO

Biblioteca di Scienze religiose "E. PETERSON"

ARCHIVI COLLEGATI
ERC CoG 2023 Project REDMIX "Unpacking Mixedness for an Inclusive History of the Red Sea, 1800s-2000s"
ERC CoG 2023 Project REDMIX "Unpacking Mixedness for an Inclusive History of the Red Sea, 1800s-2000s"
ERC CoG 2023 Project REDMIX "Unpacking Mixedness for an Inclusive History of the Red Sea, 1800s-2000s"
PERSONE

Francesco Dragone, Adnen el Ghali e altri membri del Team REDMIX

Gli archivi consolari offrono una rara testimonianza su quelle popolazioni generalmente costituite dalla diaspora nei luoghi di accoglienza e caratterizzate da una visibilità ridotta.  Gedda, la “Sposa del Mare”, presenta la particolarità di essere al contempo la città che ospita il sepolcro di Eva (l’antenata, al-Jadda) e la Porta della Mecca, prima città santa dell’Islam, che attrae popolazioni provenienti dall’intero mondo musulmano per l’adempimento del Hajj.  Nel XIX secolo, la città, in quel frangente sotto il dominio ottomano, accolse per la prima volta i consolati europei, incaricati dai rispettivi governi di assistere i pellegrini provenienti dai territori sottoposti al dominio degli imperi coloniali, tra cui la Gran Bretagna, la Francia e i Paesi Bassi.
Così, la popolazione musulmana residente e quella dei pellegrini di passaggio si trovarono una affianco all'altra in una società consolare europea, attorno alla quale si aggregarono mercanti, mediatori, avventurieri e viaggiatori, gruppi sociali e minoranze spesso definiti “invisibili” all’interno della città. Questa invisibilità sembra cessare non appena ci si addentra in spazi privati: la cancelleria, che ospitava i servizi consolari e solitamente anche la residenza del console, ne rappresentano i principali.
A questi si aggiungono ovviamente il porto, l’agenzia sanitaria e i principali spazi commerciali della città. Questi luoghi di vita contrastano con un luogo dimenticato e in parte trascurato dalla storiografia: il cimitero, dove le ombre della città acquisiscono visibilità solo con la morte. Poco studiata, la storia di questi luoghi, e in particolare del cimitero cristiano - o non musulmano? - di Gedda, unico nel suo genere nella provincia ottomana del Hijaz, ci è rivelata dagli archivi diplomatici francesi in un fascicolo specifico, dove la corrispondenza tra consoli e autorità locali svela la complessità del ruolo svolto da questa “città dei defunti” nella costruzione dello spazio urbano ottomano.

LINGUE: Italiano e Arabo

INDICAZIONI AGGIUNTIVE

Ingresso libero senza prenotazione fino ad esaurimento posti