la notte degli archivi
La Bari che non c'è: l'ex giudecca nella città vecchia
QUANDO
venerdì 05 giugno ore 18:00
presentazione online della mostra bibliografico-documentaria
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Archivio di Stato di Bari, via Pietro Oreste, 45
Mostra bibliografico-documentaria "La Bari che non c'è: l'ex giudecca nella città vecchia"
La mostra si apre sull’insediamento della comunità ebraica a Bari vecchia, dal periodo altomedievale fino all’Espulsione di ebrei e neofiti dal Viceregno di Napoli nel 1541: più di 500 anni che hanno lasciato il segno nel cuore dello spazio urbano. In particolare, la trasformazione del borgo antico è vista attraverso i rapporti tra comunità locali ed ebraiche, in una ridefinizione dei confini della giudecca, originariamente ristretta intorno all’area dell’Episcopio, successivamente estesa in direzione del porto, verso Sud.
A cinquant’anni dalla fondazione del Borgo Murattiano, nel 1813 a firma dell’architetto Giuseppe Gimma, il nuovo quartiere vede un rapporto invertito per importanza con la città vecchia, che inizia a vivere un periodo di decadenza, perdendo punti di riferimento come le sedi della Pubblica amministrazione. Con il passare degli anni sono proposti vari progetti di risanamento per gli isolati fatiscenti.
La mostra ripercorre quello che avrebbe potuto essere la città vecchia in base ai piani regolatori di sventramento o di diradamento fino agli Anni Trenta. Le fonti sono rappresentate da emergenze archeologiche e da documenti: pergamene degli Archivi istituzionali/ecclesiastici e atti notarili, in gran parte dell’Archivio di Stato di Bari. Se il percorso di ricerca documentale sulla presenza ebraica pugliese nasce a Bari nel 1981, con il primo congresso di “Italia Judaica” diretto da Shlomo Simonsohn dell’Università di Tel Aviv, questo poi è assurto a campo di indagine dell’ebraista Cesare Colafemmina e proseguito dal 2012 dal CeRDEM-Centro di Ricerca e Documentazione sull’Ebraismo nel Mediterraneo a lui intitolato. La ricostruzione delle fasi evolutive di Bari vecchia si risolve in un’operazione di “HeritaGeograhy”: il patrimonio culturale delineato non in una dimensione statica, ma dinamica e maggiormente declinabile come risorsa dai contemporanei, per le culture identitarie dei luoghi.
ingresso libero; prenotazione a cerdemcolafemmina@gmail.com