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la notte degli archivi

Il futuro sepolto. Gli Ethruscarum Antiquitatum fragmenta di Curzio Inghirami, finzioni erudite nel seicento toscano.

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venerdì 06 giugno ore 18:30

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Visita guidata

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Via della Pergola 65, Firenze, Ingresso Uffici del Museo Archeologico Nazionale

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Biblioteca Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici
Biblioteca Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici
Firenze - Via della Pergola, 65
Biblioteca Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici
In occasione del tema #Dalla parte del futuro la Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale di Firenze e dell’Istituto di Studi Etruschi ed Italici apre le proprie porte per accompagnarvi in un viaggio tra archeologia, mito e costruzione della memoria. Protagonista dell’incontro sarà una delle più affascinanti finzioni erudite del XVII secolo: gli Ethruscarum Antiquitatum Fragmenta di Curzio Inghirami, pubblicati a Firenze nel 1637. L’opera racconta la scoperta degli "scarith", antiche capsule sepolte nelle campagne di Scornello, custodi di oracoli e testi profetici attribuiti ad un augure etrusco, Prospero di Fiesole. Enigmatico emissario di un passato che scrive il proprio futuro, annunciando eventi, trasformazioni e cieli attraversati da misteriose stelle, legato ad un presente – quello di Inghirami e del suo tempo – che si propone come compimento di quelle profezie. Un’operazione culturale e politica, che usò il falso come strumento per legittimare identità e memoria nel contesto di scontro politico e culturale tra Granducato di Toscana e Stato Pontificio nei turbolenti decenni dalla Guerra dei 30 anni. Un caso di rilevanza internazionale che segnò profondamente l’approccio, lo studio e l’interesse all’etruscologia nei secoli successivi e che ancora oggi interroga il nostro rapporto con l’eredità storica e con la verità. Dopo una breve visita guidata alla biblioteca, i partecipanti potranno assistere a un intervento dedicato alla storia dell’opera e del suo autore. Per l’occasione sarà esposto il raro esemplare originale a stampa del 1637, parte della collezione dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici.

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